27 febbraio 2013

Carote arancioni geneticamente modificate ;)


Foto concessa da www.ars.usda.gov
Siamo tutti cresciuti mangiando carote arancioni, e forse non c’è mai passato per la testa che quel bel colore vivo è frutto di una mutazione genetica avvenuta nel corso dei secoli.
Leggendo un articolo pubblicato su Chronica Horticulturae (pagine 13-18), si scopre che ai tempi dell’antica Roma le carote coltivate erano viola, mentre la qualità selvatica, non commestibile, era bianca.

Nel tempo la coltivazione delle carote si è sviluppata in latitudini diverse, terreni diversi, climi diversi, producendo carote dapprima rosse e poi gialle, fino al 1500 quando la carota arancione fa la sua apparizione in Europa, probabilmente a causa di una mutazione naturale avvenuta nel bacino del mediterraneo, dove erano presenti più varietà di carote coltivate e selvatiche.

Ma tra le varie teorie sulle origini della carota arancione, la più accreditata afferma che furono i coltivatori Olandesi a originare la mutazione attraverso la semina selettiva, per rendere la carota gialla meno amara. Certo è, che è proprio in questo periodo che nelle opere pittoriche del Paese fanno la loro comparsa le carote arancioni che oggi tutti noi conosciamo.
C'è anche  una leggenda (ma badate si tratta di una leggenda) che dice che la carota arancione fosse stata selezionata per farne il “vegetale reale” in onore della casata reale degli Orange.



Cristina Rigutto
Esperta di marketing, comunicazione e media digitali, insegna al Master in Comunicazione delle Scienze di Padova. Fondatrice di TuttoSlide, è autrice di libri sulla comunicazione della scienza, cura una rubrica di Prometeus Magazine.

Qui i suoi articoli su colorability.

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