19 marzo 2013

Dimmi che colore mangi e ti dirò chi sei


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A tavola ne combiniamo di tutti i colori. Per questo, in tutto il mondo ci sono sempre più ristoranti dove si mangia completamente al buio. L'idea è di apprezzare il vero sapore del cibo, in un'esperienza sensoriale travolgente. 

Nel modo in cui mangiamo di solito, cioè guardando cosa c'è nel nostro piatto, siamo bombardati da informazioni che coinvolgono contemporaneamente tutti i nostri sensi. Inevitabilmente, allora, il nostro rapporto con il cibo non è dovuto solo al gusto, ma è mediato da tutta una serie di fattori. Al primo posto, la vista. Già prima di assaggiare un alimento, guardandolo, ci facciamo delle idee su che sapore possa avere. I colori del cibo che stiamo per mangiare evocano in noi sensazioni piacevoli o emozioni negative, a seconda, per esempio, dei ricordi che ci fanno venire in mente.



Le ricerche sull'importanza dei colori nella percezione del gusto sono iniziate negli anni Trenta del Novecento e dopo ottant'anni di studi è ormai certo che il colore di una bevanda o di un cibo suscita un'aspettativa che condiziona la percezione del gusto.

Ogni colore incarna e trasmette particolari significati a seconda di chi lo osserva, della sua storia personale e dell'ambiente in cui è vissuto. Dimmi che colore mangi e ti dirò chi sei! I colori portano con sé un importante significato sociale: culture diverse attribuiscono significati diversi allo stesso colore, così se il bianco per un occidentale significa purezza e pace, per un orientale è il colore del lutto.

Storia, tradizioni e religione hanno prodotto immaginari collettivi tutt'altro che omogenei nel mondo. Il linguaggio, la letteratura, la mitologia di un popolo arricchiscono i colori di significati e simbologie che si stratificano e che diventano parte dell'inconscio. Il rosso è il colore preferito dagli americani, ma ai libanesi piace di più il verde, e agli iraniani il blu. 

Anche in cucina le preferenze cromatiche rispecchiano la storia di un popolo e spiegano le scelte individuali. Il verde, per esempio, è un colore sacro dell'Islam perché associato all'idea di fertilità e abbondanza. Ecco il motivo per cui in Marocco molti piatti sono a base di legumi verdi. Ed ecco perché il vostro amico egiziano festeggia il capodanno mangiando cibi di colore verde! Ci si può anche divertire con un sommelier mescolando dei coloranti ad un buon vino e accorgendosi che persino le sue papille gustative nulla possono contro il potere evocativo dei colori.

Il colore del cibo, insomma, veicola moltissime di informazioni. Ci dice se un frutto è maturo, ci fa venire l'acquolina in bocca al solo vedere una torta al cioccolato, ci fa pensare che un cocktail color melanzana non sia molto dolce... Pensiamo a che brutta sorpresa avremmo, se, al ristorante, mentre stiamo gustando un'ottima bistecca immersi nel buio, all'improvviso si accendessero le luci e scoprissimo che la carne nel nostro piatto è blu!



Antonino Tempone


Antonino Tempone, dopo essersi laureato in lettere ha seguito il Master in Comunicazione delle Scienze di Padova. Da sempre è convinto che "niente aiuta a parlar bene più della scrittura".

Qui i suoi articoli su colorability.


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