22 maggio 2013

Paese che vai colore che trovi


Immagine di David McCandless |
Versione interattiva  http://bit.ly/120qfLc

Il classico vestito da sposa è bianco, il nero ed il viola sono i colori del lutto, il rosso è il colore dell’amore.
Forse qualcuno sarà sorpreso nel  sapere che i colori assumono significati differenti nelle diverse parti del mondo. I colori ed i significati ad essi associati, sono delle costruzioni sociali e delle convenzioni culturali. 

Viaggiando per il mondo potremmo imbatterci in spose il cui abito tradizionale è di colore rosso, come in Cina, mentre in Sud Africa il rosso è indossato per un corteo funebre.  Il blu che nella tradizione cristiana è associato alle divinità – blu è il colore di Cristo e della veste della Madonna – è sinonimo di lutto in Iran. Nella cultura occidentale il colore che viene associato al lutto è il nero,  mentre nel Paese del Sol Levante è il bianco.
Se il verde in Occidente rappresenta la natura e la sensibilità ambientale per gli statunitensi si identifica con il denaro (il cosiddetto “verdone”, greenback in inglese,  è il dollaro). 


Che il simbolismo dei colori vari nel tempo e nello spazio si deduce anche dalle parole – che a noi contemporanei appaiono “strane” - di Paracelso: “Ogni elemento ha un suo colore: la terra è azzurra, l’acqua verde, l’aria gialla, il fuoco rosso; poi vi sono altri colori casuali e commisti, appena riconoscibili”. 

Nella molteplicità di fenomeni che accompagnano il rapporto colore-simbolo, è possibile ravvisare un unico nesso comune: la tradizione culturale. Una tradizione culturale che si è formata nei secoli e che ha influenzato la capacità visuale attraverso la quale i membri di ciascuna società percepiscono la realtà circostante. Un’influenza talmente permeante da far sostenere che “vediamo l’albero verde non perché sia verde, è tale soltanto nella categoria di sensazioni luminose che chiamiamo verde; lo vediamo così perché ormai nella comune coscienza l’albero è legato al verde. Questo generale consenso circa la visione colorata del mondo sarebbe anche uno dei fattori coesivi della società”. Quello che emerge, dunque, al di là di tutte queste variazioni culturali, al di là dei significati fluttuanti, delle differenti e/o ambivalenti interpretazioni è la funzione organizzatrice del colore. Esso serve soprattutto a classificare, a gerarchizzare, ad associare, ad opporre, a designare.

Quando ci capiterà, d’ora in avanti, di associate inconsapevolmente un sentimento, un rito sociale o un riferimento religioso alla visione di un colore, ricordiamoci che ciò vale esclusivamente nella nostra società d’appartenenza. Potremmo così evitare spiacevoli incomprensioni culturali!

Per conoscere il significato dei colori nei vari Paesi del mondo, prova la ruota interattiva dei colori nelle culture.



Andrea Rubin


Andrea Rubin, laureato in Sociologia a Padova, si interessa di nuovi media e comunicazione della salute attraverso internet. Ha condotto una ricerca sul rapporto tra giovani ed Enti locali.
Qui i suoi articoli su colorability.

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