24 maggio 2013

I gatti neri portano sfortuna?

Se un gatto nero ci attraversa la strada, superstiziosi o meno, prendiamo nota del fatto. Potremmo non accorgerci del gatto bianco, ma di quello nero sì, sempre. Alcuni di noi, anche se si rendono conto che è irrazionale, meditano se cambiare percorso o sfidare la superstizione.
Perchè il gatto nero, da noi, come in tutte le culture cattoliche, porta sfortuna. Era uno degli animali del bestiario del diavolo (quando il diavolo ancora veniva raffigurato in nero), un animale furbo, che viveva di notte e vedeva al buio e che quindi non poteva che appartenere al mondo delle tenebre e della magia nera. Nel medioevo si pensava che le streghe si trasformassero in gatti neri per recarsi ai sabba senza essere viste, ragione per cui si diffuse la pratica di amputare la coda ai gatti neri, ritenendo che così le streghe non avrebbero potuto raggiungere il luogo del sabba. Per difendersi dalle forze del male incarnate da questo felino, nero come le tenebre degli inferi, ci si faceva il segno della croce ogni volta che lo si incontrava. La croce era un simbolo forte che proteggeva dal male, anche se i marinai bretoni, a ulteriore sicurezza, rinunciavano ad uscire in mare se un gatto nero traversava la loro strada, e gli italiani del XVI secolo erano convinti che se un gatto nero saliva sul letto di un malato, quest’ultimo sarebbe morto presto. 

Proprio questo collegamento con il mondo magico che ha reso il povero gatto nero un animale sgradito nella cultura cattolica, è stato, al contrario, la sua fortuna tra i popoli celti. In un territorio dove la magia non è cattiva, il gatto nero incarna divinità e fate, è il legame tra il mondo fisico e quello spirituale. In Inghilterra  Scozia e Irlanda, un gatto nero che si avvicina ad una casa è simbolo di buon auspicio, è foriero di prosperità. E in Galles, stando alla ricca letteratura ottocentesca in materia, una ragazza per assicurarsi uno stuolo di corteggiatori tra cui scegliere marito, doveva solo adottare un gatto nero. 

Che la superstizione sia fondata o meno, in Italia, l’unico veramente sfortunato sembra essere il gatto nero!



Cristina Rigutto
Esperta di marketing, comunicazione e media digitali, insegna al Master in Comunicazione delle Scienze di Padova. Fondatrice di TuttoSlide, è autrice di libri sulla comunicazione della scienza, cura una rubrica di Prometeus Magazine.

Qui i suoi articoli su colorability.

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