13 giugno 2013

Visione tetracromatica un superpotere da donne


Quante sfumature di colore siamo in grado di percepire? Dipende da quanti coni abbiamo. I colori che vediamo, infatti, sono frutto delle numerose combinazioni di informazioni provenienti dai coni - tre tipi di fotorecettori, rispettivamente per rosso, verde e blu - che si trovano nella retina del nostro occhio.
I coni mandano al cervello le informazioni raccolte sulle lunghezze d’onda dei raggi luminosi, e il cervello le combina insieme e le codifica in tonalità di colore, permettendoci di vedere fino a un milione di tonalità diverse.

La maggior parte delle persone ha tutti e tre i tipi di coni (visione tricromatica), tuttavia ce ne sono alcune che ne hanno solo due funzionanti, mentre il terzo è mutato (visione bicromatica). Due coni soltanto permettono minori combinazioni di informazioni, quindi vengono percepiti meno colori del normale, come nel caso del daltonismo.

Per molto tempo i ricercatori hanno sospettato che esistessero anche persone con quattro coni e in grado di vedere ancora più tonalità del normale (visione tetracromatica), ma solo due anni fa sono riusciti a dimostrarlo. A quanto pare, solo le donne con padri o figli bicromatici hanno quattro coni: tre normali più quello mutato. La maggior parte di queste persone tuttavia, vede un numero normale di colori, e finora è stata trovata solo una donna che avesse anche visione tetracromatica. 

Come mai non tutti coloro che hanno quattro tipi di coni sono tetracromatici? Secondo un’ipotesi la visione tetracromatica deve essere stimolata nel tempo perché si sviluppi, ma gli stimoli disponibili per farlo sono limitati: infatti, sia i colori degli oggetti sia quelli della natura sembrano predisposti per la visione tricromatica, la più comune. 

Forse con un allenamento in un laboratorio specializzato si potrebbe risvegliare la visione tetracromatica, ma anche se si riuscisse, come potrebbero queste donne esprimere i colori in più che percepiscono, se non ci sono le parole per identificarli? Anche il linguaggio è improntato sulla visione tricromatica! 

Non possiamo che continuare a rimanere affascinati dalle persone tetracromatiche immaginando solo quei meravigliosi colori, tinte e sfumature con le quali loro vedono il mondo, e ai quali noi siamo completamente ciechi, nonostante il milione di tonalità che percepiamo ogni giorno.



Elena Milani

Elena Milani, neurobiologa un po' geek, si interessa di social media e comunicazione visiva. Ha gestito live tweeting di convegni e realizzato vari storify scrivendo sull'argomento in Twitter per Ricercatori.
Qui i suoi articoli su colorability.

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