29 agosto 2013

Quell’arancione è troppo arancione, non va bene per un sito web!



Se vi domandassi “Cosa ritenete più importante in un sito web?” che cosa mi rispondereste?

Credo che siate quasi tutti d’accordo con la risposta che fornirei io: “I contenuti”.
E’ ovvio che un sito web che pubblica contenuti di qualità attirerà molti visitatori.
Persino Google è d’accordo con la sottoscritta visto che ha deciso di mettere il tutto nero su bianco con le norme sulla qualità.

O forse è il contrario: io sono d’accordo con Google. Ma tanto per voi è lo stesso.

Eppure non è così semplice realizzare un sito web e chiunque faccia il mio lavoro sa benissimo che ci sono cose di cui si discute continuamente con il cliente: la grafica e i colori.


Diciamolo subito: l’importanza del colore in un sito web è una questione fondamentale.
Il visitatore di un sito decide in una frazione di secondo se quello che sta guardando è di suo gradimento. I successivi momenti di navigazione saranno influenzati positivamente o negativamente dalla percezione dei colori. 

Ecco, fatta questa premessa, vorrei raccontarvi un piccolo episodio che mi è capitato qualche anno fa quando l’esperienza era ancora troppo poca, ma la mia voglia di accontentare totalmente il cliente era ancora intatta.

Un giorno un cliente già acquisito mi chiese il restyling del sito specificando che la home-page avrebbe dovuto essere completamente arancione. Sul momento la richiesta non mi turbò più di tanto: il suo logo era arancione e mi sembrava normale e sensato partire da lì. 
Presentai la bozza qualche giorno dopo accostando all'arancione i toni neutri del grigio e del bianco. Il risultato era un layout molto pulito, con uno sfondo bianco che consentiva di mettere in evidenza le foto dei prodotti, un arancione utilizzato per i titoli principali e un grigio per il testo. Il cliente la guardò con interesse, ma chiaramente la bozza non gli piaceva. Ribadì che la sua scelta era una home page completamente arancione, senza sfumature. 
Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, tentai di seguire i suggerimenti del cliente e il risultato fu una pagina con uno sfondo arancione in cui le foto dei prodotti di vari colori produssero un effetto che ribattezzai immediatamente “effetto carnevale”.
Questa volta alla presentazione della bozza un po’ mi vergognai, di certo quel sito non rispecchiava i miei gusti. Il cliente se ne accorse e mi disse: “Oh, finalmente! Era quello che volevo! Ma perchè non voleva farmi il sito così?” 

E volete sapere cosa ho risposto?

Opzione A: gli ho spiegato che il suo sito piaceva solo a lui e mi sono rifiutata di pubblicarglielo
Opzione B: da professionista quale sono gli ho spiegato con calma il significato del colore arancione e l’ho convinto del fatto che le conversioni che avrebbe ottenuto utilizzando un altro colore sarebbero state maggiori
Opzioni C: gli ho detto: “Ma quell'arancione è troppo...ARANCIONE” e poi mi sono arresa pubblicandogli il sito
Avrete senz'altro intuito la mia scelta: ho fatto la cosa sbagliata!

Vedendo che il sito gli piaceva non sono riuscita a dirgli altro che quell’arancione mi sembrava troppo “arancione”, dando prova di non sapere esprimere quel senso di turbamento che mi provocava tutto quel colore sullo schermo.

Ebbene, all’epoca conoscevo ben poco della psicologia dei colori del web. A mia discolpa posso dire che sono un webmaster e non un web designer e che ora, per fortuna, sono affiancata da un grafico.

L’arancione, insieme al rosso, è un colore emozionale in quanto stimola l’aumento del battito cardiaco e del respiro. E’ un colore che si fa notare, e nel web viene spesso utilizzato per la “call to action” perchè tra i colori caldi è il più rassicurante.

Il colore colpisce i nostri stati d’animo, i nostri sentimenti , influenza gli ormoni che controllano le nostre emozioni. E come conseguenza naturale influenza i comportamenti d’acquisto dei consumatori.

Di certo quel colore mi trasmetteva sensazioni negative. Non era accostato bene. L’arancione che dovrebbe trasmettere vitalità, azione e dinamismo, non era più un colore piacevole, ma un colore che mi agitava (di certo la forte valenza emozionale era presente interamente)

Al mio cliente avrei dovuto spiegare l’importanza della scelta del colore. Avrei dovuto ricordargli che l’arancione è un colore aggressivo. Avrei dovuto illustrargli le alternative, fare un analisi della possibile paletta di colori che meglio si sarebbe adattata alla sua tipologia di prodotto. Avrei dovuto spiegargli con calma che il colore influisce fino all’85% nella decisione di acquisto.

Diciamo che l’esperienza insegna e che adesso prima di pubblicare un sito che non mi piace illustro al cliente tutte le possibilità, tutti i pregi e difetti di un sito, a costo di fare una lezione sulla psicologia del colore nell’ambito del web.

Il consiglio che posso dare a chi fa il mio stesso lavoro è questo: è ovvio che il cliente ha il diritto di ottenere quello per cui paga e quindi ha il diritto di fare le richieste, ma noi siamo obbligati a illustrargli ciò che è meglio per lui e non ciò che piace a lui. 
Il consiglio che invece mi sento di dare a chi richiede ad un professionista un sito web è il seguente: lasciatevi guidare nella strada dei colori, non ve ne pentirete!

Per approfondire l’importanza dei colori nel web vi lascio ad una selezione di articoli:




Katia D'Orta


Lavora presso Tre W, una web agency di Torino che si occupa principalmente della progettazione e realizzazione siti web.
Laureata in economia e amministrazione d'impresa con una tesi sul Web 2.0, dal 1998 lavora come consulente informatica e sviluppo di siti web.
Particolarmente attenta alle innovazioni tecnologiche, cura i progetti sotto il profilo gestionale e tecnico-informatico. Inoltre, è la referente per l'assistenza tecnica e i corsi di formazione informatica.

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