3 febbraio 2014

Di che colore è la musica?

Vi siete mai chiesti qual è il colore preferito dai cantautori? Avete mai pensato a quante canzoni abbiano almeno un colore nel titolo? In un solo pomeriggio io ne ho trovate più di quattrocento! Il colore più gradito ai musicisti sembra essere il blu, in tutte le sue sfumature, con ben 126 titoli, poi il nero a quota 79.
Bianco (44) e rosso (43), terzo e quarto. Seguono gli altri: verde (38 citazioni), giallo (26), rosa (25), viola (19), grigio (17), marrone (9). Chiude l’arancione con 4.

Il blu, dicevamo,  va per la maggiore. Non è casuale, mi viene da pensare. Il blu è il colore più amato nel mondo, è il colore del cielo e del mare, evoca calma e tranquillità, è il colore dei due più famosi social network, di alcune importanti organizzazioni internazionali e, scopriamo ora, anche quello preferito dai musicisti. 

Nella lingua inglese blue (to feel blue) non indica solo il colore, ma anche uno stato d’animo: quello dell’essere tristi, malinconici, quasi depressi. E i cantanti, si sa, scrivono spesso di dolore e disperazione, di struggenti storie d’amore che il più delle volte si concludono nel peggiore dei modi.


Qualche esempio?  Blue eyes blue di Eric Clapton recita: It was you who put the clouds around me/ It was you who made the tears fall down/ It was you who broke my heart in pieces/ It was you, it was you who made my blue eyes blue (Sei stata tu a mettere le nuvole intorno a me/ sei stata tu a far scorrere le mie lacrime/ sei stata tu a spezzarmi il cuore/ sei stata tu, sei stata tu a rendere tristi i miei occhi blu). Frank Sinatra, The Voice, nella sua versione di Love is Blue/L'amour est bleu, canzone di cui esistono oltre 15 cover, canta: Blue, blue, my world is blue/ Blue is my world now I'm without you (Triste, triste, il mio mondo è triste/ Triste è il mio mondo ora che sono senza di te).

Questo colore ha addirittura ispirato un genere musicale: il Blues. Le sue origini, all’alba del ventesimo secolo, sono da ritrovarsi nelle comunità afro-americane del Sud degli Stati Uniti, dove gli schiavi cantavano la loro sofferenza per le disumane condizioni di lavoro nelle piantagioni di cotone. Pare, infatti, che il suo nome derivi dall’espressione “To have the blue devils” (avere i diavoli blu, cioè essere triste). E che note utilizzano i cantanti blues? Ovvio le blue notes! Una blue note (detta anche worried, cioè preoccupata) è una nota cantata o suonata in una tonalità leggermente più bassa di quella corrispondente nella scala maggiore, ed è una delle caratteristiche principiali di questo genere musicale.

Un’ultima curiosità: nella tradizione religiosa indiana dell’Hatha Yoga ognuno di noi ha nel proprio corpo sette chakra: centri energetici di cui è composta la nostra coscienza. Ad ognuno di questi corrisponde un colore. Il blu? È quello del terzo chakra, situato alla base della gola e collegato all’udito, all’espressione, alla comunicazione, alla creatività: nella gola le corde vocali fanno vibrare l’aria, i suoni si articolano e si trasformano in parole. E le parole possono diventare canzoni.  

Non ci avevo mai pensato, ma oggi se mi chiedessero di che colore penso sia la musica, io risponderei: blu!


Qui la lista di tutti i titoli “a colori” che sono riuscita a trovare in un pomeriggio. Ne conoscete altri? Postate i commenti sul post di Colorability. Chi più ne ha più ne metta!
                                                                                                                                     


Rosaria Maraffino

Rosaria Maraffino, laureata in Astronomia, dopo il Master in Comunicazione delle Scienze di Padova, ha cominciato a lavorare presso il CERN. Su Re-find è un'artigiana del riciclo.
Qui i suoi articoli su colorability.


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