10 aprile 2015

Blu, il re del Medioevo

Chi non è mai stato sedotto dal blu?

Colore profondo e affascinante, dona un senso di maestà, eleganza, mistero.
Sembra strano ma, in passato, non veniva considerato un colore ed era visto come una semplice sfumatura del nero. 

Celeste, blu oltremare, blu cobalto, blu di Prussia: nella nostra selezione di pastelli abbiamo a disposizione diverse gradazioni di azzurro, tutte con una lunga storia alle spalle. 
Tra queste, la fritta egizia è stato il primo rappresentante artificiale.
Per prepararla si partiva da quattro ingredienti: calce, un minerale di rame (come la malachite), natron e la comune sabbia. 
Dalla loro cottura si otteneva un materiale blu che, macinato, era usato come pigmento. 

Oggi vi racconto il blu oltremare, re del Medioevo insieme a vermiglione e oro. 


Questo pigmento si ottiene dal lapislazzuli, una roccia semipreziosa usata anche in oreficeria. È chiamato oltremare perché in passato si estraeva solo in miniere al di là del Mediterraneo, nell’attuale Afghanistan.

La "pietra azzurra" –dal latino lapis “pietra” e dall’arabo-persiano lāzward “azzurro”– è composta da diversi minerali: la calcite di colore bianco, la pirite, detta oro degli stolti per il suo colore, e la lazurite responsabile del colore azzurro
La lazurite è un allumosilicato di sodio e calcio, la cui struttura base è costituita da silicio, alluminio e ossigeno; proprio qui si “insinuano” gli atomi di zolfo, che donano l’intenso colore azzurro al minerale.

Cennino Cennini ne Il libro dell'arte (cap. LXII, Della natura e modo a fare dell’azurro oltramarino), descrive la difficile preparazione del pigmento: cera, liscivia, mortaio e pestello aiutavano l'artigiano a isolare il minerale blu dal resto dei componenti per ottenere “un colore nobile, bello e perfettissimo”.
La provenienza da territori oltremare e la laboriosa preparazione lo hanno reso spesso più costoso dell’oro; un prezzo ben giustificato vista la magnificenza dei risultati ottenuti e il lustro dato ai facoltosi committenti delle opere.

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Il blu oltremare nella volta affrescata da Giotto, 1303-1305
Cappella degli Scrovegni, Padova 
Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

Nel 1824, la Société d'Encouragement pour l'Industrie Nationale offrì 6 mila franchi per avere il pigmento artificiale a buon mercato; quattro anni più tardi il premio fu vinto da Jean-Baptiste Guimet con il suo "oltremare francese".
Da allora, nonostante qualche dubbio iniziale, l’oltremare artificiale è diventato il blu più usato dai pittori.
E ancora oggi ci fa emozionare e sognare attraverso opere di grandi artisti come Renoir, Cézanne e Van Gogh.




Concetta Lapomarda
I miei colori sono l'arancione, il blu e il verde. Cosa faccio? Elaboro contenuti testuali e grafici a carattere scientifico e culturale, organizzo eventi e attività. Spesso in giro, animo laboratori scientifici in manifestazioni nazionali, e sono social media strategist di me stessa.
Ho cominciato a curare Colorability da aprile 2015, qui ci sono i miei articoli.

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