2 dicembre 2015

Misurando l’incommensurabile: il colore e la notazione di Munsell

solido di Munsell
Mia sorella al telefono: “Ale, ti ho preso un bellissimo maglione ai saldi. L’ho scelto rosso perché so che ti piace!”.
Tutto questo per trovare a casa non un elegante capo color amaranto ma una maglia simile alla giacca dei vigili del fuoco.
Certo, è molto difficile descrivere un colore.
La percezione è fisiologia e psicologia: la nostra infanzia, i posti che abbiamo visitato, il lavoro che svolgiamo, le persone che incontriamo, tutto contribuisce a far sì che il colore sia un’esperienza individuale.

Ci sarà un modo per misurare il colore, per darne una descrizione univoca? I tentativi sono stati tantissimi nella storia - da Aristotele a Newton, passando per Goethe e Chevreul - e nel 1905 arriva la svolta.
Albert Henry Munsell, artista e insegnante del Massachusetts College of Art and Design, pubblica “A Color Notation”, una nuova teoria del colore che riesce a unificare anni di discussioni scientifiche e artistiche riguardanti un argomento così controverso e sfuggente.

Nel sistema ideato da Munsell ogni colore è identificato mediante tre attributi, tre coordinate che ci permettono di individuarlo in un modello tridimensionale detto, appunto, solido di Munsell. I tre valori da indicare sono tinta, luminosità e saturazione, in inglese Hue, Value e Chroma.
La tinta è ciò che ci permette di distinguere, ad esempio, un rosso da un verde. Vi è poi la luminosità, misurata sull’asse centrale del solido - in cui si trovano i grigi - la cui scala va dallo zero, il nero, al 10, il bianco. Infine c’è la saturazione, il grado di purezza di un colore. Per capire meglio questo concetto è possibile cimentarsi in un piccolo esperimento: si partirà da un pigmento acrilico grigio e si aggiungerà gradualmente del rosso per ottenere una rudimentale scala di saturazione relativa a questa tinta.

colore del suolo
La notazione di Munsell è uno strumento utilissimo in molti ambiti scientifici tra i quali proprio lo studio dei beni culturali: il solido di Munsell, tagliato a fettine e trasformato in comode tavole da consultare su campo, permette - solo per citare una delle possibili applicazioni - la classificazione di suoli archeologici, i quali avranno differenti colori a seconda del grado di umidità, del contenuto di materiale organico e di altre sostanze.

La possibilità di identificare in maniera univoca un colore non lo spoglia, però, del suo fascino, della capacità di evocare in noi emozioni e ricordi. La teoria di Munsell ci permette di riflettere su come scienza e arte possano accompagnarci, insieme, alla scoperta del mondo che ci circonda.



Alessia Colaianni

Alessia Colaianni è giornalista pubblicista. Laureata in Scienza e Tecnologia per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, dottore di ricerca in Geomorfologia e Dinamica Ambientale, è ora autrice del blog Scienza e Beni Culturali su www.saperescienza.it.
Qui i suoi articoli su colorability.

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